Stile educativo

Indice
Stile educativo
Pazienza e fiducia
Attenzione ad ogni persona
L'educazione preventiva
Valorizzazione del lavoro
Senso della giustizia
La preferenza per i più poveri
Spirito di famiglia
Offerta di senso
Tutte le pagine

STILE EDUCATIVO DI S. CLAUDINA THÉVENET (1)

Claudina visse un momento simile al nostro, possiamo quindi imparare da lei l’atteggiamento di fronte ad una situazione di crisi.

Al termine della rivoluzione francese Claudina aveva 19 anni. La miseria di quel momento, specialmente quella di coloro che vivevano senza conoscere Dio, la spinsero a prendere un'iniziativa per riparare i disastri causati dal grande sconvolgimento sociale, subìto dalla Francia. Lavorerà per un'educazione profondamente cristiana, per una formazione solida e realistica di un'infanzia e una gioventù che si trovavano di fronte ad un mondo complicato e difficile.

Oggi noi ricordiamo ciò che ella fu, quello che senti, come si lasciò toccare dalla realtà e quali furono il suo atteggiamento e la sua reazione di fronte a tale realtà. Ricordiamo tutto ciò per costruire il futuro. Solo attraverso la conoscenza profonda delle nostre origini, potremo stabilire un dialogo costruttivo col nostro oggi.

Claudina non elaborò, né scrisse alcuna teoria pedagogica. Mentre visse, dedicò le sue doti e la sua attività all'educazione delle giovani di tutte le classi sociali, con la preferenza per i più sfortunati.

Nella documentazione storica rimasta, tuttavia, si scoprono nella persona di questa Fondatrice un modo di essere e particolari doti che informavano la sua attività e che le sue compagne si sforzarono di riprodurre in se stesse

Dal suo modo di rapportarsi con le persone che educava e dalle relazioni con loro, dal suo atteggiamento di fronte alle circostanze storiche in cui visse, dagli orientamenti che ella diede alle religiose che la seguirono, si coglie uno stile educativo, un modo concreto di educare con particolari modalità che, nel corso degli anni, il Gesù-Maria ha riconosciute come proprie.


Pazienza e fiducia

La fede nelle capacità dell'essere umano, di ogni persona e la fede nelle possibilità che egli può sviluppare, se gli vengono offerti mezzi adeguati, alimentò l'entusiasmo di Claudina per la missione educativa.

L'educatore del Gesù-Maria crede nei giovani, nelle rispettive possibilità di crescita, qualunque siano le deficienze che si vedano nei loro comportamenti. Non è difficile aver fiducia negli alunni brillanti, accompagnati sempre dal successo: di questo chiunque è capace. Parliamo qui dell'educatore che conserva la sua fiducia attiva nel futuro del giovane, del bambino difficile, con limiti notevoli e con problemi familiari

 

L'educatore nutre un sogno sul futuro di ciascuno, non un sogno illusorio, ma un sogno ad occhi aperti definito, da qualcuno, speranza; tale fiducia è sempre accompagnata dal realismo, sappiamo, infatti, che il tempo nell'educazione non corre con lo stesso ritmo delle lancette dell'orologio e che "i castelli non si costruiscono in un giorno". Per questo, come Claudina, noi speriamo, scusiamo gli errori, gli sbagli, mentre cogliamo sempre qualsiasi segno di progresso, per piccolo che sia, e ne valorizziamo il significato nel processo globale della costruzione della persona. La nostra correzione non comunica mai il messaggio: " Sei un disastro", ma "Tu ce la puoi fare!".

Chi fa proprio questo atteggiamento educativo si prefigge l'obiettivo attraverso piccole tappe adatte alle necessità dei giovani, e si sforza di suscitare l'interesse spesso nascosto nel loro intimo. E' un educatore che non trasferisce nella scuola l'efficacia, la fretta, la competitività; suo obiettivo è l'alunno, non le esigenze sociali di risultati immediati; ed è proprio il processo di maturazione dell'alunno che determina i ritmi della sua azione, non il vortice del mercato.

Fiducia e pazienza per non interferire, ma per accompagnare nel ritmo individuale del processo educativo. Pazienza e fiducia che portano l'educatore ad affermare, come Claudina: “Lascia fare, sarà un giorno, a diciotto anni, una bella ragazza, vedrai “ .

Tale fiducia e pazienza vanno unite ad una attenzione ad ogni persona.


Attenzione ad ogni persona

I documenti storici testimoniano l'attenzione personale che Claudina dedicava a ciascuna delle bambine accolte nella Provvidenza. La Storia della Congregazione insiste molto sulla necessità di tale attenzione. Claudina lo praticò con grande impegno. "Passava per ciascun laboratorio, distribuiva dei dolciumi alle più brave, incoraggiava al lavoro e, se necessario, ammoniva, con dolcezza".

Con questa stessa sensibilità pedagogica l'educatore di Gesù-Maria mostra interesse, affetto per i giovani; con gesti quotidiani, si fa presente, s'interessa dei loro bisogni, problemi, e cerca di risolverli. E' attento a scoprire e ad assecondare qualità, gusti, attrattive e talenti per esigere da ciascuno secondo le capacità proprie, facendo in questo modo un proficuo orientamento. Sa diversificare mezzi e metodi pedagogici che permettono di raggiungere gli stessi obiettivi per strade diverse. La "mia" classe non è "uniforme", se so rispettare la grande ricchezza che presuppone la diversità e, partendo da essa, costruisco non per livellare, ma perché ciascuno possa realizzarsi partendo dalla propria realtà.

L'educatore stimola al lavoro, incoraggia a superare gli ostacoli; controlla lo svolgimento dei compiti, corregge con delicatezza, quando è necessario, valorizza lo sforzo e il lavoro fatto bene..

L'interessamento per la persona e per gli studi, per il futuro sociale e professionale di ciascuno non si conclude con la fine degli studi. La storia ci dice come Claudina, con grande senso di responsabilità, continuasse a seguire le sue alunne, da vicino o da lontano, quando lasciavano la Provvidenza. In una lettera alla nipote Emma Mayet scrive: " Questa lettera ti sarà consegnata dalla piccola Pelletier che va via dalla nostra Provvidenza .... Sarei ben contenta di sapere dove questa figliola sarà sistemata. Mi faresti un grande favore se potessi informarti sulla famiglia dove andrà ". Come Claudina, l'educatore continua a seguire i suoi alunni, offrendo loro amicizia, affetto, consigli nei vari periodi della vita.

L'unica terapia possibile per far crescere e soprattutto per vincere il disorientamento, in cui vengono a trovarsi sempre più i nostri alunni, è la terapia dell'incontro personale. Ciascuno deve sentire di essere unico per noi.


L'educazione preventiva

Una nota caratteristica di Claudina è la sua pedagogia preventiva nei suoi vari significati: prevenire per non dover correggere, prevedere il lavoro, l'uso del tempo; aver di mira il futuro che prepara per la vita.

"Domandava alle religiose di essere previdenti e di compiere il più perfettamente possibile i loro compiti. Voleva che l'insegnamento fosse uniforme e la sorveglianza attiva, senza essere pesante". "Prevenite con la vigilanza le colpe e gli errori degli alunni – diceva – così da non doverli punire. L'educatore migliore non è colui che castiga di più, ma colui che ha il dono di far evitare gli sbagli". Una pedagogia preventiva che toglie l'ostacolo che potrebbe far cadere, presuppone una maggiore delicatezza d'amore di quella di curare le ferite dopo la caduta.

Claudina dava alle giovani una formazione cristiana e un lavoro. Le preparava così alla vita futura. La sua educazione preventiva le faceva vedere nelle giovani le donne di domani: spose e madri di famiglia, capaci di saper far di tutto nella propria casa, preparate ad occupare un posto di lavoro nella società.

L'educatore del Gesù-Maria, come Claudina, prepara i giovani per la vita ispirando loro l'amore per il lavoro, l'interesse per il proprio perfezionamento, ma soprattutto li aiuta ad assimilare quei valori che permetteranno loro di essere persone complete.

Oggi il "prevenire" ci parla di testimonianza, ci parla di amore che cura le ferite del passato e ci invita a farci prossimo, ad avere uno sguardo di misericordia. Viviamo in una società che sviluppa sempre più meccanismi di difesa e di condanna. Noi, come Claudina, crediamo nella prevenzione. Crediamo in una scuola che dà non solo delle conoscenze, ma che offre strumenti necessari per la vita; che aiuta a sviluppare una personalità solida, ricca di ideali, che crea quell' humus di valori dove l'essere umano si sviluppa spontaneamente solidale, costruttore di pace, fratello.

Tale obiettivo implica pianificazione e organizzazione dei compiti, osservazione ed accompagnamento di ciascuno e, in generale, previsione per evitare gli errori, i pericoli, le sconfitte. L'azione educativa si sviluppa allora in un clima disteso, fatto di ordine, serenità, armonia nelle relazioni dove ciascuno si sente sicuro e felice.


Valorizzazione del lavoro

Il lavoro, fatto con impegno, è un aspetto valorizzato da Claudina nella sua opera educativa. Si vede nei compiti assegnati ad ogni alunna, nell'aiuto che le più grandi davano alle più piccole, nella collaborazione tra le ragazze e le religiose.

Già al suo tempo Claudina aveva capito che il lavoro è un valore umano e cristiano. Per questo inculcava il desiderio del perfezionamento e della responsabilità. "La maggioranza delle alunne mostrava attitudine al lavoro e uno slancio che erano la più dolce consolazione per le insegnanti". Quest'ultime non suscitavano nelle alunne competizione, bensì collaborazione, invitando ciascuna a dare il meglio di sé.

Il lavoro visto non come competizione, né dominio, né schiavitù secondo le necessità del mercato quanto piuttosto come collaborazione all'opera di Dio. Non si tratta di superare le altre, di valere di più, ma di mettere i propri talenti al servizio degli altri, quale risposta al nostro profondo bisogno di contribuire al bene di tutta l'umanità.

Tutto questo s'impara partendo da piccoli, ma graduali, obiettivi. L'educatore del Gesù-Maria insegna ai giovani a conoscere e ad assumere i propri diritti e doveri di persone; sviluppa l'attitudine e l'amore per il lavoro, inculca la cura delle cose, il rispetto della natura e il gusto d'un lavoro ben fatto. Collabora al processo d'apprendimento dell’alunno che implica le responsabilità scolastiche dello studio, la partecipazione all'attività di classe e l'impegno nei doveri di gruppo. Sviluppa il senso della cooperazione l'unione degli sforzi in un contesto come l'attuale, dove l'individualismo primeggia.. L'educatore, in sintonia d’intenti col corpo docente, aiuta anche i giovani a scoprire il valore dell'impegno come fonte di soddisfazione personale, come principio d’ autonomia e come un modo di intervenire nella società, promuove la collaborazione e il lavoro di gruppo.


Senso della giustizia

"Nella vita di Claudina la virtù della giustizia si presenta spesso unita alla prudenza e alla carità nel rapporto con Dio e con il prossimo... Ella aveva molto a cuore la verità".

"La sua giustizia si manifestava nella cura e nella fedeltà con cui eseguiva esattamente i suoi doveri; nella generosità nel retribuire il lavoro supplementare delle orfane; nella sua sollecitudine affinché le insegnanti e lei stessa fossero all'altezza dei loro compiti educativi e tutto fosse in regola secondo le leggi civili... Vegliava perché la giustizia nell'assegnare voti e ricompense alle alunne fosse osservata. Questa preoccupazione è evidente anche nell'esattezza con cui teneva i conti, aggiungendo un appunto, se necessario, cosicché ciascuno avesse ciò che gli spettava".

Come Claudina, l'educatore sarà esigente soprattutto con se stesso, nel compimento dei propri doveri. In ogni occasione difenderà la verità, sarà obiettivo e prudente. Nelle decisioni, spinto dalla bontà e dal profondo rispetto per ogni persona, sarà prudente, fermo e imparziale, dando a tempo dovuto gratificazioni e correzioni. Tratterà tutti allo stesso modo, tenendo però in considerazione i più deboli, privi di risorse, meno protetti.

Gli educatori giusti ispirano fiducia e sicurezza. Il loro prestigio nasce dalla coscienza professionale con cui compiono il loro dovere. La loro autorità si basa non sulla eccessiva severità o sul timore della punizione ma piuttosto sull'equilibrio e l'intelligenza con cui affrontano le situazioni, guidati unicamente dal desiderio di formare nei giovani una personalità matura.

La scuola cattolica deve sentirsi colpita dalla dall'urgenza delle realtà socio-educative disumane e ingiuste e trasformarle in vere provocazioni per la coscienza di educatori e credenti. Non è forse questo che fece Claudina Thévenet ? Lasciarsi coinvolgere dalla durezza e dall'urgenza della realtà e rispondervi. Non è tempo di lamenti ma di risposte. Ci è chiesto ora coraggio e serenità, audacia e prudenza, ma soprattutto, di non dimenticare la nostra origine: l'educazione, come unico mezzo per riparare i disastri di un mondo ingiusto.


La preferenza per i più poveri

Il desiderio di porre rimedio alla povertà e all'ignoranza si trova fin dalle origini nell'opera di Claudina. La sua sensibilità di fronte alla realtà e il suo intuito la portarono a reagire con efficaci opere di carità preferendo i più abbandonati, i più poveri e miserabili, quelli con più difetti e meno qualità. Diede importanza all'educazione della classe abbiente ma i più deboli esercitavano su di lei un'attrattiva particolare.

Per questo - pur raccomandando di essere imparziali - aggiungeva, "la sola preferenza che vi permetto è per i più poveri, più miserabili..., quelli amateli tanto, abbiate delle attenzioni per loro, sforzatevi di far loro del bene: così fanno le buone Madri".

Inoltre, nelle Regole del 1843, si legge: "Le insegnanti di classe o di laboratorio non devono mai trascurare di occuparsi delle fanciulle che, per incapacità o per altri motivi, non corrispondono alle loro attenzioni".

L'educatore del Gesù-Maria si commuove davanti ad ogni tipo di povertà. Povertà che in classe o fuori può assumere aspetti diversi: difetti fisici, psichici, malattie, limiti intellettuali, disadattamento, conflitti e traumi psicologici, mancanza d'attrattiva o di posizione sociale: problemi questi che spesso rendono difficili le relazioni personali o il ritmo normale delle attività. L'educatore consacrerà le prime attenzioni e le migliori risorse materiali, umane e pedagogiche, a questi bambini e giovani che, nella loro povertà, vengono emarginati e offrirà loro costantemente il proprio aiuto, anche se forse gli sembrerà inefficace e non ne vede i risultati positivi.


Spirito di famiglia

La testimonianza di Claudina, del suo dedicarsi totalmente alla gioventù, segnò la sua opera con uno speciale spirito di famiglia; quello della semplicità e dell'accoglienza: "Era come la madre di molti, la madre che si dava a tutti con la stessa dedizione". Cercava che non mancasse niente alle alunne; organizzava diverse feste; incoraggiava coi i suoi consigli e le sue ricompense . Voleva che tutti fossero felici.

"Un'altra caratteristica dei nostro tempo è la moltiplicazione degli spazi dell'anonimato. La crisi della comunità e l'urgenza dei non-luoghi sono due elementi della stessa catena. Nel vero senso del termine, non è possibile educare in un luogo che sia uno spazio neutro, è invece necessario uno spazio che abbia un valore simbolico, storico e relazionale. Un non-luogo è uno spazio anonimo e senz'anima, una grande superficie, un aeroporto, un'autostrada. In uno spazio anonimo si può forse istruire, dare dei contenuti, ma per formare e educare le persone occorre un ambiente adeguato, un'atmosfera personale, un mutuo riconoscersi...La sfera educativa deve proteggere l'essere umano dall'aumento dei non-luoghi, deve trasformarsi in un luogo nel mondo, dove ognuno è chiamato per nome e dove la storia e il simbolo hanno un valore che non è semplicemente decorativo". (TORRALBA, F. Escola de directius. Universidad Ramón Llull.)

Tutto questo non sembra forse in rapporto con ciò che chiamiamo il nostro spirito di famiglia ? Un centro di Gesù-Maria deve caratterizzarsi come centro aperto, dove tutti si sentono a "casa loro". Dev'essere un luogo d'incontro per famiglie, giovani, educatori e amici; un luogo dove si può dialogare e ascoltare, pregare e lavorare, ricevere i sacramenti e partecipare alle celebrazioni eucaristiche; fare festa o stare in silenzio. Una casa di Gesù-Maria deve aprire le porte alle necessità altrui, farsi eco dei richiami della Chiesa e della società in favore di quanti soffrono, partecipare alla vita e ai progetti delle persone tra le quali si vive e allo stesso tempo saper allargare gli orizzonti per trovare la maniera creativa per raggiungere altri luoghi lontani, dove sappiamo che altri fratelli soffrono e ai quali possiamo dare aiuto.

L'educatore che fa proprio lo stile di Gesù-Maria, condivide in una comunità educativa, quest'atmosfera di cordialità e di fiducia, d'interessamento per i vicini e i lontani, l'entusiasmo per la missione educativa.


Offerta di senso

Nella Positio, leggiamo: "Quello che faceva soffrire di più il cuore di Claudina era la sorte di migliaia di povere creature, prive di beni, che dovevano crescere, forse, senza mai sentir pronunciare il nome di Dio".

Educata in una famiglia cristiana Claudina fu aiutata dalla fede a interpretare gli avvenimenti della storia, della sua famiglia e della propria vita, da credente. Scelse l'educazione cristiana come mezzo per trasmettere quella che era stata la sua esperienza decisiva e radicale.

L'educatore del Gesù-Maria vive la stessa esperienza, quella di una fede incarnata. Crede in Dio, Signore della storia, che ci ama profondamente e che ci chiama a essere figli nel Figlio e quindi fratelli tra noi.

L'educatore che inserisce la propria azione nel progetto educativo del Gesù-Maria sa che la crescita progressiva della fede richiede una solida formazione religiosa e un impegno di vita. Capisce che la formazione religiosa occuperà un posto privilegiato nel suo curricolo, che i valori evangelici saranno un criterio di riferimento morale e che la celebrazione sacramentale e la preghiera occuperanno tempi di apprendimento e di esperienza. Sia durante i corsi di formazione, sia nell'impegno come tutor, sia nelle attività extrascolastiche, nei diversi contatti con i bambini e i giovani, l'educatore del Gesù-Maria deve trasmettere, in base alla sua fede, una visione del mondo e della vita che incoraggi gli alunni ad aprirsi ai propri simili, a mettersi al servizio del bene comune, a lavorare per l'ideale del Regno, per un mondo di fratelli e soprattutto che li aiuti a sperimentare, nella propria vita, che Dio è Padre.

Claudina colse i bisogni del suo tempo in modo urgente e vitale; fu aperta alla realtà al punto di realizzare la sua attività apostolica nel seno stesso della società che reclamava da lei un'attenzione educativa, non solo come soluzione immediata ai problemi, ma che si proiettasse nel futuro. Mediante la sua azione educativa integrò il lavoro della tessitura della seta con il risparmio, la famiglia con la vita insieme; l'educazione al saper fare, con quella della preparazione accademica; in definitiva, tutto quello che in quel contesto sociale si richiedeva per un'educazione alla vita.

Ancor oggi, la nostra conoscenza della realtà ci porta a scegliere per l'educazione alcuni valori che scaturiscono dalla tradizione educativa del Gesù-Maria e che educano alla vita.

Il nostro mondo esige che pratichiamo la GIUSTIZIA, evitando razzismo, emarginazione, sfruttamento irrazionale della natura, cercando sempre una ripartizione equilibrata dei beni tra le persone che vivono nel pianeta; che potenziamo la PACE come unica risposta ai problemi familiari, nazionali e internazionali, una pace che si esprime nella comprensione, il rispetto dell'individualità, la generosità, la giustizia, l'orientamento democratico.

Dobbiamo educare alla CONVIVENZA serena, basata sul dialogo e la cooperazione, che devono esprimersi nelle nostre relazioni attraverso segni concreti; scoprire il nostro contributo alla politica, alla scienza, alla società e sviluppare la solidarietà come valore indispensabile. Un vivere insieme che si basa su un profondo rispetto per la natura e le persone.

Dobbiamo educare nella SEMPLICITA, valore tenuto in grande considerazione da Claudina e importante in una società dove è facile essere succubi del potere e del protagonismo. Spesso i mezzi di comunicazione, le riviste, le conversazioni e anche il modo di trattare le persone, ci offrono dei valori mediati, molto spesso, dal potere economico, politico, intellettuale, artistico o sociale. Lo stile del Gesù-Maria è un invito alla semplicità, a valorizzare le persone per ciò che sono non per quello che possiedono.


La RESPONSABILITÀ che ha un duplice significato: quello della persona che educa, e quello di colui che è l'oggetto dell'educazione. La responsabilità dell'educatore è di saper e volere educare i bambini e i giovani nel contesto in cui si trovano. Come pure la responsabilità di una formazione professionale continua, un aggiornamento metodologico, una comprensione della psicologia e dei cambiamenti sociali che avvengono. Da parte sua, la persona che riceve l'educazione è responsabile del proprio destino, deve conoscere sempre meglio la responsabilità delle sue azioni, saper prendere decisioni personali ed allargare l'orizzonte dei suoi interessi; da qui deriva l'importanza di formarsi al SENSO CRITICO per saper valutare il proprio agire.


Un altro aspetto della responsabilità è la PARTECIPAZIONE come atteggiamento corresponsabile di fronte agli impegni comuni.

Educare significa accompagnare in un processo costante di AUTO-FORMAZIONE in modo da configurare una personalità capace di influire positivamente sugli avvenimenti, senza lasciarsi vincere dalle avversità e dagli influssi negativi del proprio contesto sociale. In questo senso è bene ricordare un'altra qualità di Claudina: la fermezza, la FORZA d'animo, la capacità di lottare per affrontare le diverse situazioni della vita.

La società come collettività e le persone come esseri individuali vogliono essere liberi. Per questo bisogna educare alla LIBERTÀ in una struttura sociale il cui tessuto presenta degli ostacoli psicologici difficili da abbattere. Compito dell'educatore è dare al bambino e al giovane gli elementi formativi necessari per fare buon uso della libertà giorno dopo giorno, avvenimento dopo avvenimento, sviluppando sicurezza in se stesso e fiducia negli educatori che aiutano nell'acquisizione di questa facoltà umana.

L'educatore deve sviluppare la CREATIVITÀ affinché il bambino e il giovane sappiano essere originali in seno alla cultura del loro tempo e collaborare così all'opera creatrice di Dio.

Noi che vogliamo continuare l'opera educativa di Claudina, dobbiamo anche tener conto di altre qualità umane che la definiscono quale donna completa, prima di tutto il suo senso dell'ORDINE. In un mondo come il nostro corriamo il rischio di perdere il senso dell'equilibrio che deve regnare attorno a noi, equilibrio che giustamente fortifica l'ordine interiore.

Il nostro amore per chi è vittima di una vera povertà ci spinge ad essere SOLIDALI, a collaborare alle iniziative promosse dalla società in favore dei poveri: aiuto agli immigrati, alle persone di etnie diverse, agli emarginati, … ecc, ai bambini abbandonati e maltrattati. Ogni forma di povertà dev'essere presente nel nostro spirito.

Quest'invito alla solidarietà dobbiamo comunicarlo a quanti avviciniamo. Abbiamo il dovere di risvegliare le coscienze individuali e impegnarsi per il bene dell'umanità.

La vita contemporanea ci pone altri interrogativi su temi importanti che esigono buoni criteri d'opinione e , spesso, di azione: temi politici, economici, genetici, ecologici, sociali, professionali, ricreativi che hanno bisogno di una coscienza eticamente formata e criteri onesti o cristiani. Ne deriva l'importanza della FORMAZIONE DELLA COSCIENZA.

Infine il grande valore della FEDE. La fede che non si impone mai, che è dono di Dio, dato gratuitamente alle persone che noi dobbiamo aiutare affinché entrino in contatto con ciò che va aldilà dell'immediato, del tangibile, dello sperimentabile; fede che informa l'impegno sociale secondo il messaggio evangelico di Gesù di Nazareth.

Ciò che importa in una comunità educativa del “Gesù-Maria” è saper creare le condizioni che rendano possibile l'esperienza di fede. La fede non si comunica come una lezione di storia, ma si possono creare le condizioni perché lo spirito del bambino e del giovane si apra alla fede. Proprio perché la fede è una chiamata dell'Altro, ha bisogno d'un clima e condizioni ottimali perché questo invito possa essere inteso e il giovane si scopra come una realtà aperta al trascendente. È fondamentale praticare il silenzio e la meditazione, leggere la Parola di Dio e interpretare le esperienze limite che ogni essere umano fa: la colpevolezza, la sofferenza e la morte. L'esperienza di fede è direttamente legata alla domanda di senso. Non cadiamo nel tranello del mondo che ha messo a tacere questi interrogativi.

La scoperta del trascendente nella nostra vita genera il valore cristiano per eccellenza: l'AMORE, nei suoi vari aspetti: delicatezza, benevolenza, generosità, pazienza, ascolto, dedizione, attenzione ai più bisognosi e più deboli... tante forme d'amore quante ci vengono offerte dalla vita. Amore che in Claudina assunse il volto del PERDONO, attitudine fondamentale di tutta la sua vita. Il perdono che è riconciliazione, capacità di ricostruire situazioni infrante. Non sarà forse questo che ci è chiesto di dare al nostro mondo lacerato?

Ogni popolo ha un suo modo caratteristico di agire, di capire la vita; ogni famiglia ha pure la sua maniera di vivere, le sue abitudini e tradizioni, è ciò che si chiama lo "stile".

I tempi cambiano in modo vertiginoso, così come i comportamenti sociali e individuali, ciò che non cambia è il senso intimo, il nucleo ispiratore che diede forma ad una famiglia, e in questo caso, alla famiglia Gesù-Maria.

Nel tempo in cui la Francia era preda del disordine provocato dalla Rivoluzione, con le sue conseguenze, nacque umilmente un'opera educativa senza altra pretesa che di dare un aiuto all'infanzia e alla gioventù. Oggi, noi tutti che amiamo Claudina Thévenet e l'opera a cui ella diede vita, desideriamo continuare questo impegno conservando l'essenziale, quello che fu il carisma, sempre con una capacità di adattamento alle situazioni nuove, ai bisogni mutevoli della società, con la certezza che questo è il miglior contributo che possiamo offrire al nostro mondo in crisi.

 

(1) Testo di Madre Carmen Aymar R.J.M. Cfr. anche “El estilo educativo de Jesús-Maria” Provincia de Aragon España 1992

Ultimo aggiornamento Domenica 16 Ottobre 2011 12:42

 

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